"Avete profumi da uomo?" "Ma su questo scaffale ci sono i profumi da uomo e sull'altro quelli da donna?" "Buono questo profumo! Ma è da donna?"

Quante volte ci hanno fatto domande del genere! E chissà quante volte vi sarà capitato, in prima persona o come spettatori, di assistere a richieste simili! 

É ora di fare chiarezza 

Il discorso sulla differenza di genere è un qualcosa di profondamente radicato nella nostra cultura: già appena nati rivendichiamo (o meglio, qualcuno al posto nostro rivendica) la nostra appartenenza a un determinato genere attraverso l'utilizzo di un fiocco rosa o un fiocco azzurro, sbandierato con fierezza sui portoni d'ingresso di ogni palazzo.

Crescendo questa distinzione diventa sempre più netta: a scuola abbiamo lo zainetto degli Avengers o il diario delle principesse, giochiamo a calcio o ci iscriviamo a danza, puntiamo a una brillante carriera da imprenditore o mettiamo in atto tutto ciò che da piccole abbiamo imparato grazie al nostro "Dolce Forno", diventando delle casalinghe perfette. 

Badate bene, non c'è nulla di sbagliato in tutto ciò, e il nostro intento non è certo quello di screditare le casalinghe, ma vogliamo solo mettere in luce quella che è la realtà dei fatti: il nostro genere sessuale di appartenenza influenza numerosissimi aspetti della nostra vita. 

Il Genere

Partiamo da due nozioni fondamentali:

  • L'identità di genere, ovvero il genere con cui un individuo si identifica e attraverso cui viene identificato. Non sempre essa corrisponde al sesso biologico: nelle persone transessuali,ad esempio, l'identità di genere coincide con quella associata di solito al sesso opposto.
  • L'identità di ruolo, o ruolo di genere, che possiamo definire come quell'insieme di comportamenti, interessi, abitudini, gesti che all'interno di un determinato contesto socioculturale sono riconosciuti propri dei maschi o delle femmine.

All'interno del discorso su identità e ruoli di genere occupa un posto di particolare rilievo la moda.

Attraverso l'abbigliamento costruiamo e comunichiamo significati e identità. Significati "ulteriori", aggiunti, che altro non sono che prodotti dei valori e delle credenze culturali. Il genere si configura come uno dei tanti significati che saranno costruiti da chi osserva un capo d'abbigliamento; tali significati possono essere modificati solo aggiungendo nuovi valori e credenze a quelli già esistenti nella cultura d'appartenenza.

In un'epoca in cui convivono così tante sfumature di genere e dove si punta a sensibilizzare la società ad una maggiore inclusione prescindendo dalle distinzioni di genere , parlare di moda maschile e femminile appare assai riduttivo.

É proprio la moda ad aver reso nel tempo sempre più labile il confine tra maschile e femminile: a partire dagli anni Sessanta del Novecento lo sviluppo della moda casual ha portato infatti ad una rinegoziazione di quelli che erano stati i parametri fissi di differenziazione fra uomo e donna.

Basti pensare al jeans, capo trasversale e valido per tutte le classi sociali e le età, che si va a sostituire all'abbigliamento differenziato per sesso, quale capo unisex.

Il jeans tuttavia, per quanto possa aver apportato un significativo cambiamento nell'industria dell'abbigliamento, non è rimasto immune alle categorizzazioni di genere: esso è stato infatti ripreso più volte nel corso degli anni, adattandolo a stili sempre diversi per il genere maschile e femminile.

Per poter parlare di una moda veramente slegata dalle differenze di genere dovremo aspettare qualche anno. Una pioniera in tal senso è stata Vivienne Westwood, che ha reso il concetto di "unisex" la caratteristica principale di tute le sue collezioni.

Nell' A/I 1997-1998 l'uomo Westwood indossa raffinate gonne in pizzo, accostate a giacche dal taglio sartoriale, scarpe classiche e calze al polpaccio. Discorso simile per il Fashion Show della P/E 2007, in cui spiccano un abito al ginocchio in seta e alcune maglie lunghe e attillate, dal taglio obliquo, utilizzate come mini dresses.

A questo punto è doveroso fare una precisazione: che differenza c'è tra unisex e agender?

Generalmente con il termine "unisex" indichiamo tutti quegli indumenti che, senza andare a modificare la propria struttura originaria, si adattano ad essere indossati sia da uomini che da donne: ne sono un esempio la tuta, il già citato jeans o le t-shirt oversize, dai colori neutri, con un taglio che tende a nascondere le forme naturali del corpo.

Il lavoro svolto da Vivienne Westwood è molto più profondo, e si lega più a quel concetto di gender fluidity che contraddistingue la moda agender.

Il 2016 è stato l'anno della consacrazione di una moda totalmente libera da qualsiasi stereotipo di genere: ne sono un esempio la collezione A/I 2016-2017 di Gucci sotto la direzione artistica di Alessandro Michele o il "September 2016 Show" di Burberry, in cui i confini di genere sono sempre più labili.

A richiedere questo processo evolutivo è stato l'emergere, in una società sempre più fluida, di nuove categorie ed identità che non si sono più sentite rappresentate da quel binomio uomo/donna imposto dalla Rivoluzione Industriale come unico modello possibile a cui far riferimento.

Abbiamo parlato di moda, ma tale processo ha investito anche tutti i campi che alla moda sono indirettamente collegati. Nelle tendenze makeup degli ultimi anni vediamo tra i protagonisti assoluti il trucco nude che, attraverso l'utilizzo di colori neutri e naturali esalta la naturale bellezza del viso, un trucco che può essere utilizzato indistintamente da uomini e donne. Nel 2018 Chanel ha inaugurato "Boy de Chanel", la sua prima linea di trucco maschile. So you can Be Only You il messaggio nascosto dietro la parola "Boy" un inno alla libertà di essere se stessi, e alla libertà di utilizzare un fondotinta o di disegnarsi le sopracciglia senza pensare che sia qualcosa di sbagliato semplicemente perchè il trucco è, nella nostra società, considerato "roba da donne".

C'è da dire che anche in un'iniziativa tanto lodevole resistono comunque diversi stereotipi, nè è un esempio il fatto che si sia sentita la necessità di creare una linea appositamente per l'uomo, ma dobbiamo anche ammettere che un cambiamento così radicale richiede tempo e probabilmente, almeno in un primo momento, una distinzione del genere può aiutare le persone ad entrare nell'ottica che anche un uomo, se vuole, può truccarsi, di modo che col passare degli anni diventi qualcosa di percepito come naturale, finchè non ci sarà più il bisogno di etichettare un fondotinta come "da uomo" o "da donna".

Anche la profumeria non è rimasta fuori da questo processo: quanti nuovi profumi definiti "unisex" troviamo ogni giorno tra gli scaffali delle profumerie?

Eppure anche qui dobbiamo guardare in faccia la realtà delle cose: un'iniziativa degna di nota, un'apertura verso una fluidità di genere sempre più presente nelle nostre vite, ma anche tanto marketing.

Il più delle volte non ci troviamo di fronte a un capo di Vivienne Westwood, ma ad una semplicissima t-shirt oversize. Profumi esperidati, semplici, neutri ma che tendono al "maschile".

Sta qui la grande differenza tra l'unisex e l'agender di cui parlavamo prima in riferimento alla moda.

La profumeria artistica in questo senso ha una marcia in più. Le distinzioni di genere sono completamente annullate: non esistono profumi da uomo e da donna, e non esistono neanche profumi unisex. Il profumo è un'opera d'arte, e come tale tutti possono usufruirne. Ciò che conta sono le sensazioni che una fragranza può trasmettere una volta indossata. Questo è un pensiero che si sta facendo sempre più strada nella mente dei consumatori; se una volta ci si profumava per lanciare un messaggio verso l'esterno, ora invece la scelta è guidata principalmente dalle sensazioni più intime. In altre parole, si sceglie una fragranza che "faccia stare bene", che enfatizzi uno stato d'animo.

Proprio per questo la risposta alla domanda "avete profumi da uomo/donna?" è una:

IL PROFUMO NON HA GENERE!

Prima di entrare in una profumeria di nicchia invitiamo tutti a spogliarsi di pregiudizi, convinzioni e stereotipi. Abbiamo visto uomini portare con estrema eleganza un dolcissimo "Sex and the sea" e donne valorizzate da un classicissimo Vetiver.

Il profumo è emozione, è ricordo, è talmente carico di sfaccettature che, a seconda di chi lo indossa, assume sfumature sempre differenti.

Noi vi aspettiamo per immergervi in un viaggio sensoriale libero da etichette d'ogni sorta, non ne resterete delusi!